CITTA' INVISIBILI - INVISIBLE CITY

Bruno Pierluigi

Artista

CITTA' INVISIBILI

 

A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.

 

 

LINGUAGGIO ESTETICO E CONTENUTI TEMATICI NELLA PITTURA DI PIERLUIGI BRUNO

 

Una pittura singolare questa di Pierluigi BRUNO, singolare, perchè l'artista narra la vicenda umana, il viver quotidiano di oggi con le suggestioni, che gli vengono dall'ambiente urbano. E' la città, infatti, la "protagonista" delle sue tele, il tessuto urbano visto e vissuto nei suoi vari aspetti e rappresentato in uno stile che ricorda Robert DELAUNAY.

Bruno, come l'artista francese dell'avanguardia cubista, imposta la sua ricerca formale su entità essenziali della pittura, quali lo spazio, la struttura grafico-cromatica e la luce, ma con finalità ed esiti diversi: nel Funzionalismo francese ed europeo la luce è fattore aggregante di cromie, però disgrega le geometrie delle forme, dissolve la solidità dei volumi, per cui i valori plastici si fanno iridescenze luminose; in Pierluigi BRUNO, invece, la luce e i colori più semplicemente sono e restano mezzi espressivi, sono due registri, di cui il pittore si serve per dire e dosare la sua emozione. Anche BRUNO, quindi, aggrega e disgrega, illumina e chiaroscura, crea dissolvenze, che possono rendere diafane le forme e instabili e roteanti i soldi urbani, ma non rinuncia l'artista alla parvenza del vero, al contingente quotidiano.

E' necessario considerare che BRUNO per la sua attività professionale è vissuto in varie città d'Italia, più popolose della sua d'origine. Questo girovagare gli ha fruttato esperienze di vita e la consapevolezza dei problemi della società di oggi.

La città, la struttura urbana di Pierluigi BRUNO non è la sua Foggia, nè Roma, nè Milano, nessuna in particolare, è la città in genere, in cui viviamo ed operano gli uomini, le famiglie, cellule della società. Gli edifici della città di BRUNO sono dei solidi geometrici, sono parallelepipedi regolari, che in qualsiasi situazione statica non perdono mai il loro parallelismo. Sono edifici, dunque, moderni, traforati da un reticolo fittissimo di finestre, sono nuclei abitativi simili nella forma, ma non uguali, variati nello slancio verso il cielo, diversi nelle tinte dai colori, di preferenza celestini e rosa, sono graduati nei toni di luce, sono per lo più luminosi o illuminati, ma anche in ombra, per costruire dei notturni, o chiaroscurati per evidenziare dettagli, per significare presenze stabili, vitali.

Non si resta indifferenti davanti alle tele di Pierluigi BRUNO, perchè gli edifici urbani che egli raffigura non sono mere copie del reale, ma strutture che hanno vita, animate come sono dall'uomo, che le abita e quindi le vitalizza.

Gli edifici sono protagonisti della serie di dipinti Megalopoli, ma sono presenti anche in altre opere, assumendo ruoli diversi: fanno corona, come in girotondo all'albero al prato verde in "Arcadia"; sono sagome prospettiche in un tramonto di fuoco nel dipinto "Nomadi" diventano muriccia, sovrastati dal Cristo di Rio de Janeiro, in "Favelas" ; si fanno croci in "Megalopoli di Dio".

Edifici, case dell'uomo per esprimere sentimenti di vita, ma anche disastri, come nell'opera "Tsunami" ; edifici urbani per denunciare problemi ambientali, come lo smog, il rumore in città, l'inquinamento, e per rinverdire eventi storici, come "Città Comunista", "Città Nazista", ma anche "Città Violente", una tela questa in cui una pistola giganteggia al centro del quadro, mentre gli edifici come sbigottiti pare si ritraggono sul fondo, e in primo piano sagome di omini brulicano pavidi nella fredda chiaria dello spazio esistenziale.

Non manca nelle opere del BRUNO la figura umana, Cristo innanzitutto, crocifisso su una città, messo lì come presenza nelle menti e nei cuori degli uomini.

Poi ecco il mito di Prometeo, di Icaro e di Europa, personaggi rivisitati in Ovidio, ma ambientati nella realtà, nella città di oggi, perchè l'artista carica il fatto antico di significati nuovi.

E per finire, originalità e poesia si coglie nella pittura di BRUNO quando tratta il tema dell'amore. L'abbraccio è paradigmatico dell'unione di due persone: l'artista irrora di luce i due innamorati o li ambienta in squarci urbani, anzi li immerge in quegli spazi angusti, li ammanta degli stessi colori degli edifici, li costruisce con la stessa tessitura grafica, li anima con lo stesso chiaroscuro. Non manca anche qui la nota angosciante, quando l'intesa tra i due si rompe: lei, con lo sguardo perso e la malinconia nel volto, cammina ormai sola, l'omaggio del fiore e il giornale a terra, mentre lui in un vicolo "cieco" è già preda dell'alcool e della droga. L'instabilità matrimoniale è uno dei drammi del nostro tempo!

Pierluigi BRUNO presenta, dunque, in una versione inedita e con uno stile personale, una varietà di temi e una insolita ricchezza di contenuti

 

Foggia, gennaio 2011

 

Leonardo DE LUCA

(Già Direttore del Museo di Lucera e docente dell'Istituto Statale D'arte all'I.S.A. di Foggia)

 

 

 

 

Version English:

 

 

INVISIBLE CITY '

 

In Chloe, a great city , the people who move through the streets they know . To behold imagine a thousand glucose l ' One of the other, Meetings That could happen between them , conversations, surprises , caresses, bites . But no one greets anyone The eyes lock for a second and then dart away, seeking other eyes, never stopping .

 

 

BEAUTY AND THE LANGUAGE CONTAINED IN THE THEME OF PAINTING PIERLUIGI BRUNO.

 

A painting of this singular Pierluigi BRUNO, singular, because the artist tells the human story, the daily live today with the suggestions, which are the urban environment. It 's the city, in fact, the "protagonist" of his paintings, the fabric seen and experienced in various aspects and presented in a style reminiscent of Robert Delaunay.

Bruno, as the French avant-garde cubist artist, set his formal research on the essential entities of the painting, such as space, structure and graphic-color light, but with different aims and outcomes: Functionalism in French and European light factor is combining of colors, but disrupts the geometry of the forms, dissolves the solidity of the volumes, so the plastic values become iridescent light; in Pierluigi BRUNO, however, the light and colors and are simply means of expression remain, there are two registers , of which the artist uses to tell his emotion and determination. BRUNO Even then, aggregates and breaks, and chiaroscuro lighting, create fades, which can make the shapes and diaphanous unstable and money spinning urban, but the artist does not give the semblance of truth, the daily quota.

It 'necessary to consider that Bruno for his career he lived in various cities of Italy, most people of his home. This earned him wandering life experiences and awareness of the problems of society today.

The city, the urban structure of Pierluigi Bruno is not his Foggia, or Rome, or Milan, no one in particular, is the city in general, in which we live and work men, families, cell of society. The buildings of the town of Bruno of geometric solids are regular parallelepipeds, in any static situation that never lose their parallelism. These buildings, therefore, modern, and pierced by a dense grid of windows, built-up areas are similar in form, but not identical, changed the momentum toward the sky, in different colored dyes, preferably Celestine and pink, are graduated in shades of light, are mostly bright or light, but also in the shadows of the night to build, or chiaroscuro to highlight details, to signify attendance stable, vital.

Not remain indifferent to the paintings of Pierluigi Bruno, because he represents the urban buildings are not mere copies of reality, but the structures that have life, as they are animated by man, who lives in them and then gives life.

The buildings are the protagonists of the series of paintings Megalopolis, but are also present in other works, taking on different roles: crown, as in a circle in the tree lawn in the "Arcadia" are forward-looking shapes in a fiery sunset in the painting " nomads "become low wall, topped by the Christ in Rio de Janeiro," Favelas "crosses are made in" Megalopolis of God. "

Buildings, houses of man to express feelings of life, but also disasters, as in "Tsunami" urban buildings to report environmental problems such as smog, noise in cities, pollution, and to revive the historical events, as "Communist City", "Nazi City," but also "Violent City", a painting in which a gun that looms at the center of the picture, while the buildings seem to recede as appalled at the bottom, and in the foreground silhouettes of men swarm timid in the cold light of existential space.

Do not miss the works of Bruno the human figure, first of all Christ, crucified on a city, placed there as a presence in the minds and hearts of men.

Then here is the myth of Prometheus, Icarus and Europe revisited characters in Ovid, but reality set in, in the city today, because the artist did load the new meanings of old.

And finally, originality and poetry in painting captures BRUNO when is the theme of love. Hugging is paradigmatic of the union of two people: the artist sprays of light or love them both urban environments in glimpses, even plunges them into those tight spaces, clothed them in the same colors of the buildings, builds them with the same texture graphics, animates them with the same chiaroscuro. Do not miss a note here too distressing, when the agreement between the two breaks: you, looking lost and melancholy in his face, walking alone now, the homage of the flower and the newspaper on the ground, while he was in an alley "Blind" is already prey to alcohol and drugs. The instability of marriage is one of the tragedies of our time!

Pierluigi BRUNO therefore appears in a new version with a personal style, a variety of topics and an unusual richness of content

 

Foggia, January 2011

 

Leonardo DE LUCA

(Former Director of the Museum of Lucera State Art Institute and professor of Foggia ISA)

 

Il trono della follia (Linea retta)